La Legge di Bilancio 2020 aumenta dal 20 al 26% l’imposta sostitutiva applicabile alle plusvalenze realizzate in caso di cessioni a titolo oneroso di beni immobili acquistati o costruiti da non più di cinque anni.

Considerando la tassazione ordinaria IRPEF basata sull’applicazione di scaglioni percentuali dal 23 al 43%, legati al monte reddituale conseguito, l’incremento al 26% dell’imposta sostitutiva rende molto meno conveniente il ricorso a tale tassazione alternativa.

Ricordo che questa tassazione è calcolata e versata tramite il notaio all’atto della compravendita, se espressa richiesta del soggetto acquirente,  in deroga alla disciplina di cui all’art. 67, comma 1, lett. b), del TUIR.

Questo regime di tassazione sostitutivo è escluso per soggetti che agiscono come imprese o professionisti.

Restano invece esclusi da qualunque tassazione le plusvalenze su immobili:

  • acquisiti per successione
  • detenuti per la maggior parte del tempo come “abitazione principale”
  • acquistati da più di cinque anni (solo fabbricati, terreni sempre tassabili)