Google fa i conti col fisco francese: dovrà pagare un conto da quasi un miliardo di euro. Mercoledì 11 settembre un tribunale parigino ha condannato il motore di ricerca più utilizzato al mondo a pagare 500 milioni di euro; la società ha preso così la palla al balzo è si è decisa a mettere tutti i suoi conti in regola pagando 465 milioni di euro aggiuntivi e chiudere le indagini di “frode fiscale aggravata” avviate nel 2015.

Come hanno confermato i giudici della sentenza, infatti, il ramo francese della società «era sotto il controllo di Google Ireland Limited e i suoi dipendenti avevano il potere di stipulare contratti per conto della società irlandese».

 

Questa notizia non fa che confermare l’abuso del diritto che tutte le grandi multinazionali perpetuano ai danni del Fisco di tutto il mondo, concentrando in forma illecita ingenti risorse.

L’aspetto più preoccupante pare sia il fatto che tutto questo avviene all’interno del sistema fiscale europeo che, seppur non ancora del tutto armonizzato, dovrebbe garantire un trattamento tributario uniforme nei vari Paesi dell’Unione.

Così non è!

In particolare l’Irlanda continua ad applicare norme fiscali di favore alle imprese che hanno la dimensione per potersi pagare dei “consulenti” che studiano le scatole cinesi per mascherare l’effettivo Paese di formazione dei proventi.

Anche in Italia ci sono buone avvisaglie che il Fisco intensifichi la battaglia contro queste vere e proprie evasioni fiscali; lo stesso Presidente della Repubblica è intervenuto di recente per sollecitare maggiori controlli.

Tutte buone notizie per coloro che fanno il loro dovere pagando le tasse e contribuendo in tal modo a finanziare le opere ed i servizi pubblici.